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Serva di Dio Colomba Napolitano

 Tra la fine del 700 e l’inizio dell’800, nel ridente e poetico villaggio di Casamarciano, visse Colomba Napolitano, da tutti chiamata “colomba d’oro”.

Nasce il 30 aprile 1770, da Antonio ed Angela Sica poveri e onesti genitori.
Secondo le tradizioni di quel tempo, il giorno dopo la nascita, ricevette il sacramento del battesimo nell’attuale parrocchia con il nome Colomba. Un nome a lei appropriato poiché quasi dagli inizi del Cristianesimo la colomba, animale dalla natura dolce e mite, è stato un simbolo di purezza e innocenza e le sue ali rappresentano l’elevarsi dell’anima amante di Dio al di sopra di ogni affetto terreno. Questo è il ritratto preciso dell’anima di Colomba.
Fin da piccola imparò a temere Dio e fuggire dal peccato, non trascurando mai il Sacramento della Confessione e consacrando al Signore la sua verginità.

Subì tentazioni e strapazzi da parte del demonio e alle tante sofferenze si aggiunsero la coronazione di spine e le stimmate di Ns. Signore Gesù Cristo e il peso della Santa Croce sulla spalla destra; ma ella, appena si accorse della comparsa delle stimmate, pregò il Signore affinché anche a lei, come a santa Caterina da Siena, potessero sparire i segni ma non i dolori. Il Signore accolse ben volentieri il suo umile desiderio.
Colomba era molto legata alla figura di Maria SS. Addolorata; infatti, come si legge dalla biografia, passava molte ore ai piedi dell’altare dell’Addolorata a pregare.

Dal 15 Dicembre 1816, primo giorno della novena di Natale, inizia la lunga agonia di Colomba che la prepara all’incontro eterno con il Signore.
Venerdì, 21 Febbraio 1817 alle ore 15.00 , in dolce quiete consegnò la sua anima a Cristo Signore per godere della “felicità eterna”. All’annuncio della sua morte, i devoti accorsero numerosi a porle l’ultimo omaggio. Il giorno seguente il corpo, fu traslato alla chiesa di Santa Maria del Plesco dove si svolsero i funerali e fu lì sepolta. Nell’aprile dell’anno successivo alla sua morte, il parroco insieme ad alcuni testimoni, ottenute le autorizzazioni del Vescovo dell’epoca, si recarono al cimitero di Santa Maria al Plesco per effettuare la ricognizione canonica e la traslazione dei resti mortali in parrocchia perché desiderio di Colomba di essere seppellita all’altare di Maria SS. Addolorata. Non fu possibile appagare subito tale desiderio poiché in parrocchia si eseguivano restauri.
Al momento della ricognizione i presenti con loro stupore videro il corpo ricoperto da una caligine bianca come neve.

Colomba si distinse per virtù cristiana e il 13 giugno 1913 Mons. Agnello Renzullo Vescovo di Nola (dal 1890 al 1919) la proclama Serva di Dio.

Dal 1913 non si hanno più notizie della causa di beatificazione di Colomba. Col passare del tempo la sua memoria scompare e con essa anche i suoi resti mortali.

Il 26 dicembre 2009 un gruppo di giovani della parrocchia di Casamarciano trovano un opuscolo del prof. Sac. Andrea De Stefano intitolato “Breve biografia della Serva di Dio Colomba”; da qui inizia la lunga e travagliata ricerca dei resti e della memoria di Colomba.
Il 27 agosto 2010 S.E. Mons. Beniamino De Palma, Arcivescovo, Vescovo di Nola autorizza il gruppo di giovani ad iniziare a rendere pubblica la ricerca e consegnare i vari documenti ritrovati al futuro parroco.
Il 24 ottobre 2010 durante il possesso canonico, al termine della celebrazione il gruppo di giovani consegna al parroco, Sac. Raffaele Rossi, i vari documenti ritrovati che testimoniamo l’esistenza di Colomba Napolitano.
Il 14 gennaio 2011 durante alcuni sondaggi, per i lavori di ristrutturazione della parrocchia, alla presenza del parroco e del gruppo dei giovani l’addetto ai lavori inizia lo scavo. I presenti durante lo scavo si accorgono della presenza di una lapide sepolcrale con la scritta “SERVA DI DIO NAPOLITANO”, il parroco blocca immediatamente i lavori.
Il 15 gennaio 2011 alle ore 11.00, il Vescovo S.E. Mons. Beniamino Depalma autorizza a continuare i lavori al fine di portare alla luce la lapide e controllare se sotto la suddetta si trovano resti mortali. La lapide viene completamente portata alla luce, alla presenza del parroco e di alcuni testimoni, su di essa i presenti trovano le seguenti parole :

“ LEG.A SEP.A DELLA SERVA DI DIO COLOMBA NAPOLITANO 30 IV 1770 – 21 II 1817”.

Sotto vi trovarono terreno, che spostato diede spazio ad un’ urna di creta, tolta tutta la terra si trova un cassettino di zinco chiuso da due lucchetti.
Alle ore 13.00, il parroco ne autorizza l’apertura: all’interno vi erano custoditi i resti mortali, ricoperti da una caligine bianca che luccicava sotto gli occhi meravigliati di tutti, e un cilindro di zinco con sigillo di cera lacca.
Il giorno 17 gennaio 2011, il parroco, alla presenza di S.E Mons. Beniamino Depalma, Vescovo di Nola, aprì il cilindro di zinco trovato nell’urna insieme ai resti; al suo interno vi era una pergamena del 1913 firmata da S.E. Mons. Agnello Renzullo, Vescovo di Nola (dal 1890 al 1919) e dal parroco dell’epoca Mons. Antonio Graziano e altri testimoni che confermano la proclamazione di Colomba Napolitano a serva di Dio.
Il giorno 30 gennaio 2011, il parroco annuncia il ritrovamento dei resti mortali al termine della Celebrazione Eucaristica.
Il 3 marzo 2011, il Collegio dei medici legali si riunisce per la ricognizione dei resti mortali
Il 25 marzo 2011, il cancelliere pone i sigilli sul cassettino di zinco contenente i le spoglie mortali della serva Colomba alla presenza del parroco e di alcuni testimoni.
Il 27 marzo 2011, tale cassettino viene posto nel nuovo loculo chiuso con la stessa lapide trovata sotto il pavimento della chiesa.
Il 30 marzo 2011, S.E. Mons. Beniamino Depalma Vescovo di Nola presiede la Celebrazione Eucaristica per ringraziare il Signore per i doni di grazia trasmessi alla Sua e nostra sorella Colomba Napolitano.

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